Tony Binarelli

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luglio 16, 2013 di gazzettinomagia

Quando mi han proposto di fare un’intervista a Tony Binarelli mi son subito chiesta: “Cosa mai potrò chiedergli che qualcuno, ancora, non sappia?” Ma la risposta è apparsa come d’incanto: “Ad ogni intervista, Tony Binarelli, da un nuovo tocco di Magia!”

                                                                       Intervista di Lucinda Piras a Tony Binarelli
Lucinda Piras:     “Come è nato il tuo interesse per l’illusionismo? Chi, o cosa, ti ha ispirato?
Tony Binarelli:  ” All’età di 13 a Follonica (Toscana) in vacanza al mare, colpito da bronchite e non potendo fare i bagni, mi capitò per le mani in modo “magico” (l’episodio completo è narrato nel mio libro Quinta Dimensione Ed. Mediterranee) il libro Nel mondo dell’Invisibile di Romanoff – un illusionista professionista dell’ epoca – e “galeotto” fu il libro: la prestigiazione, l’illusionismo, la magia in tutte le sue manifestazioni divenne il mio interesse principale. Ad oggi ho raccolto nella mia biblioteca più di 700 volumi che vanno dalla prestigiazione al paranormale; proprio alla ricerca del lato magico dell’ essere umano.”

Lucinda Piras:    “Sappiamo che dal 1952 ti interessavi di illusionismo, di close up e cartomagia, iniziando come dilettante, poi, a  partire dal 1972, come professionista, debuttando in televisione.                                  Tony, ci vuoi parlare del tuo primo esordio come  “Contromani”?”

Tony Binarelli: “Mio padre che lavorava nel cinema, come ispettore di produzione, stava lavorando nel film The Fox con Rex Harrison, dove vi era una partita a carte, in cui lo stesso doveva sembrare particolarmente abile, e lui non lo era affatto, non sapeva mischiare le carte nemmeno in modo normale. Proposi allora di “sostituirmi” a lui con le sole mani; il truccatore Giannetto De Rossi, le truccò per farle assomigliare a quelle dell’attore ed il regista Manzievick, dopo qualche indecisione girò la scena. Era nato cosi il “doppiaggio delle mani” ed il giornalista Enrico Morbelli, in un articolo sulla Domenica del Corriere coniò il titolo di Mister Contromani. Arrivò l’ epoca del western all’italiana e le partite a carte riempivano i saloons, il personaggio del “giocatore-baro”, come le partite a carte erano determinanti, il più famoso dei films cui ho “prestato” le mani è stato “…Continuavano a chiamarlo Trinità” con Terence Hill e Bud Spencer, ma ne ho fatti una trentina, tra cui mi piace ricordare “Tre passi nel Delirio” con Alain Delon e Brigitte Bardot per la regia di Louis Malle. Avevo cosi inventato il personaggio di “Mister Contromani”. Inoltre due premi mondiali vinti nella magia con le carte determinarono ancora il mio personaggio ed impostarono la mia carriera.”

Lucinda Piras:       “La cartomagia ed il mentalismo sono i generi di prestigiazione che preferisci. In un’intervista li hai definiti “situation comedy”. Ci spieghi cosa significa?”

Tony Binarelli: ” La magia con le carte ed il mentalismo sono per me strettamente legati ed il cammino sul labile confine tra la prestigiazone ed il paranormale con interazioni in un settore e nell’altro alla ricerca di proporre al pubblico il momento più fascinoso della magia. La situation comedy non potendo, anche per carattere, essere assolutamente serio, cerco il sorriso, ma questo senza scendere nella comicità da cabaret, ma traendo il momento ludico e divertente proprio dalla tringolazione tra me stesso, la magia e lo spettatore.”
Lucinda Piras:       ” Nel 2004 hai organizzato la prima settimana magica italiana al Magic Castle di Hollywood. Ci descrivi le tue emozioni di quel periodo?”
 
Tony Binarelli: ” Bisogna considerare che gli USA sono la grande fonte della magia moderna, e che lo spettacolo di prestigiazione è di grandissimo successo ed                          interesse (Coperfield è solo la punta dell’iceberg), ed il Magic Castle è il suo fulco centrale: un sorta di castello magico/ristorante/club elegantissimo (con 5.000 soci) con tre sale teatro che lavorano contemporaneamente; e quindi portare li la magia italiana con la collaborazione dei colleghi Aldo Colombini (co-organizzatore in quanto residente a LA) Vanni Bossi, Eleonora Princess of Magic, Paolo Giua; e riuscire a fare il tutto esaurito tutte le sere, essere ricevuto dal Console Italiano a LA, pensare che per due giovani Eleonora e Giua è stato il punto di partenza per una carriera internazionale. Vedere nella mia platea i grandi nomi della magia americana è stata una fortissima emozione, soddisfazione, ma anche la certezza che la mia strada del “Magic Made in Italy” è giusta; e che se i giovani aspiranti professionisti di oggi riescono ad uscire da una provincialità gli spazi internazionali ci sono.”
Lucinda Piras:        “Tony, cosa ti ricorda questa data: 27 dicembre 2008?”
Tony Binarelli:  “Se è un incontro con te e non me lo ricordo: VUOL DIRE CHE MI HAI DETTO NO !!!!!
Lucinda Piras:         “Tony ha voglia di scherzare, il suo senso dell’umorismo è pari al suo “sesto senso”!  Be’, lo sappiamo tutti , Tony, che il 27 dicembre 2008 il Presidente della Repubblica ti ha                            conferito a l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, primo ed attualmente unico illusionista italiano a ricevere questo prestigioso                            riconoscimento alla sua carriera. Complimenti! Passiamo alla prossima domanda, Tony: alla fine degli anni settanta la tua popolarità aumenta con la trasmissione televisiva “Domenica in”, condotta dall’indimenticabile Corrado, in cui ampli il tuo repertorio al mentalismo e ai fenomeni paranormali. Un gran numero dei tuoi colleghi (soprattutto gli iscritti al Cicap) è fanaticamente scettico a questi ultimi. Qual è la tua versione in merito?”
Tony Binarelli:   “Direi che la mia popolarità e carriera nasce proprio grazie a Corrado e Domenica In, ed io in quella occasione lancio il mentalismo ed un nuovo modo di fare magia (strada prima contestata e poi seguita da molti, forse troppi, ancora oggi; dove 8 su 10 professionisti dell’ ultima ora – ispirandosi a modelli stranieri attuali – fanno quello che propongo da 30 anni). Lo scetticismo del CICAP è una altra strada dove i “cicappini” vanno alla ricerca del successo; poi quando organizzano i loro Congressi invitano i prestigiatori: Silvan, Cremona, Forest, etc… Salvo me! Deve essere che l’obiettività non si vende nei grandi magazzini. Ma la mia filosofia è sempre stata quella del “…non ti curar di loro: ma guarda e passa…” E poi non lavoro per loro ma per quel grande pubblico che mi segue in TV e, sopratutto, nei miei spettacoli pubblici in teatro e nelle piazze (come nella foto che ti allego 3.000 persone per due ore legate a me da quel sottile filo rosso che è la magia!)”
Lucinda Piras:          “Hai mai praticato l’ipnotismo?”
Tony Binarelli:   “Si, come ricerca personale, non per spettacolo in modo diretto, ma come elemento di supporto per scatenare le emozioni mie e del pubblico in un rapporto di suggestione reciproca per una emozionalità anche mentale inconscia.”
Lucinda Piras:          ” E’ vero che “il mago lavora con la percezione” (David Abram)?”
Tony Binarelli:   “Ancora SI! Lo spettacolo d’illusionismo non funziona sul solo “trucco” tecnico ma, per quanto mi riguarda, è una fusione delle capacità fisiche e mentali dell’ esecutore e del rapporto di comunicazione che riesce a creare con il pubblico. Molti esecutori “moderni”, parlano di PNL etc, ma non sanno che in realtà quello che fanno esiste dai tempi di Bosco, Pinetti, Casanova e Cagliostro che erano “grandi comunicatori e “magnetizzatori” del pubblico; e che la suggestione mentale e fisica era alla base della magia e dell’illusionismo, così come lo è alla base di ogni rapporto umano e non. Forse non hanno capito che l’essere umano non è un “tubo digerente” e che la sua mente e la sua parte “divina” ha delle capacità di cui, ad oggi, ignoriamo e non conosciamo almeno il 90%; solo il cercare di apprendere i segreti può portarci verso una sensibilità maggiore e più umana e verso un universo più ampio.”
Lucinda Piras:        “Secondo te, cosa succede ad una cultura senza magia?”
Tony Binarelli:  “Una società senza magia è una cultura senza sogni e senza fantasia, e senza questo non ci si evolve; tutta la storia della umanità è impostata (da Leonardo a Marconi a Mandela etc.) da persone che hanno sognato, creduto di essere capaci di realizzare i loro sogni ed anche questo, anzi questa è la magia!”
Lucinda Piras:        “Ci racconti un tuo particolare episodio in cui l’emozione ha avuto il sopravvento sulla professionalità del mago?”
Tony Binarelli:  “Recentissimamente, nello show televisivo di RAI UNO, ATTENTI A QUEI DUE, con FRIZZI e GIUSTI, nella mia esibizione – erano anni che non partecipavo ad un grande show – ho commesso un errore, che ho cercato comunque di recuperare che, purtroppo, è stato sottolineato dai soliti “furbi di striscia” che basano il loro essere su una sorta di “caccia alle streghe”, anche nel non rispetto di quelli che dovebbero essere colleghi dello stesso mondo, ma forse fanno cosi perché…!!!”
Lucinda Piras:          “Tony, qual è stata – e qual è – la tua più grande soddisfazione?”
Tony Binarelli:   “Sempre la stessa: quando salgo su un palcoscenico e quanto per 90 minuti, una platea che sia di cento o mille persone raccoglie l’onda emotiva che parte da me scende e ritorna; quando il sorriso e l’applauso suggellano ogni momento, quando riesco e capisco di averlo fatto d’aver dato i miei sogni ed il mio affetto a loro e loro me lo ridanno. Il grande Vittorio Gassman diceva che il rapporto con il pubblico era come il rapporto d’amore fisico con una donna, provo queste stesse emozioni. Un rapporto di questo tipo è anche questa intervista, con te che la stai facendo ma anche e sopratutto con tutti coloro che la leggeranno.”
Lucinda Piras:          “La tua popolarità ha scalfito il tuo Essere, come succede spesso alle celebrità?”
Tony Binarelli:   “Non credo, non mi sento diverso da nessun altro professionista anche in settore diverso, la popolarità non mi rende migliore è solo il riscontro che faccio bene il mio lavoro e questo è apprezzato; il mio stesso nome “Tony Binarelli” è il mio nome vero, all’anagrafe sono “Antonio Maria Binarelli”, Tony è solo il diminutivo di mia madre e dei miei amici da ragazzo; quando in piedi su una cassetta di frutta al mercato divertivo i miei amici e per loro ero e sono: “Tony er mago” e la frase era “… Aho! Da grande sarai Mandrake!” … e ci sono, quasi, riuscito.”
Lucinda Piras:           ” Ora una domanda un po’ bizzarra per un mago: sei superstizioso ( dato che -coincidenza! – le domande sono 17!)?”
Tony Binarelli:    “No! Ma se incontro un gatto nero, lui mi guarda e si gratta le palle… allora un pò mi preoccupo e faccio i debiti scongiuri (imitando il gatto)!”
Lucinda Piras:           “Se la tua “bacchetta magica” fosse realmente Magica, come la utilizzeresti?”
Tony Binarelli:    “La risposta ovvia, e di maniera, sarebbe quella di dare a tutti la felicità; in realtà spero di riuscire ancora, nel mio piccolo, a sognare e far sognare.”
Lucinda Piras:           “Che consiglio daresti ai giovani aspiranti al professionismo?”
Tony Binarelli:    “Di studiare, studiare, studiare non solo magia, ma anche teatro, recitazione, ballo, canto dizione etc. Oggi il mondo dello spettacolo chiede personaggi sempre più completi. Poi, di guardarsi allo specchio e dentro se stessi e capire se quello che si fa è per propria ambizione o per dare ciò che si ha dentro e poi amare, amare, amare gli altri che non sono un pubblico anonimo ma persone singole cui bisogna donare una emozione.”
Lucinda Piras:           “Se tu fossi l’intervistatore, quale domanda faresti al grande mago Tony Binarelli? E cosa risponderebbe?”
 
Tony Binarelli:    “Domanda: Perché hai accettato questa intervista?
                           Risposta: Perché me l’ha proposta una  donna dalle cui parole traspare un interesse reale, non una mera curiosità, ma la voglia di andare dentro al personaggio e non fermarsi alla sua immagine, insomma una sorta di connubio affettivo dove la voglia ed il piacere di dare e ricevere sono stati reciproci (rivedi Gassmann) e dove il pubblico è stato ancora una volta il “grande attore/spettatore” di un incontro…!!!”

Be’, dopo quest’ultima risposta son rimasta davvero senza parole! Lascia, però, che ti ringraziamo per la tua gentile disponibilità, per la tua carica magica che ci hai trasmesso con una semplice intervista… E un mio GRAZIE personale per questa mia nuova Avventura in cui tu sei stato il magico protagonista!

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